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domenica 8 maggio 2016

Un viaggio nel mondo precolombiano

Il mondo dell’America precolombiana è scarsamente conosciuto e studiato in Italia e, per questo motivo, non sono disponibili un gran numero di studi validi. Avere a disposizione online una vasta raccolta di saggi sul mondo precolombiano può essere, dunque, assai utile, anche se è richiesta la conoscenza dello spagnolo.
Scielo (Scientific Electronic Library Online) raccoglie un gran numero di riviste che si occupano della storia, della cultura, di usi e costumi, insomma del mondo sud e centro americano prima della venuta degli europei. Data la struttura identica che Scielo ha applicato a tutti i siti che la compongono, verrà descritto quello che si occupa della cultura náhuatl a titolo di esempio: Estudios de cultura Náhuatl (http://www.scielo.org.mx/scielo.php?script=sci_serial&pid=0071-1675&lng=es&nrm=iso).


A sinistra, in colonna, si trovano le informazioni relative al progetto, le istruzioni per parteciparvi e il corpo editoriale (con editore Miguel León-Portilla). Il collegamento della prima voce, “sitio de la revista” non è, tuttavia, funzionante.
Subito sopra si trovano due tasti che danno la possibilità di tradurre il sito in altre lingue (portoghese e inglese), elemento sicuramente di pregio seppure gli articoli, come è ovvio, rimangano in lingua originaria, in spagnolo ovvero.
In alto a sinistra si trova il logo di Scielo, che permette di accedere a detto progetto.
Subito sopra il titolo, nella parte centrale della pagina, si trovano gli strumenti per navigare nel sito, suddivisi in due parti: números e búsqueda de artículos.
La prima consente di scegliere se si vogliono visualizzare tutti gli articoli, nel qual caso si dovrà poi selezionare l’anno che interessa (dal 2010 al 2015), oppure se si vogliono visualizzare i più recenti (quelli del 2015) o quelli passati (iniziando dal 2014).
La seconda parte raccoglie le funzioni di ricerca (per autore, opera, oggetto), ma sono funzioni di ricerca alquanto confusionarie e sebbene permettano ricerche assai dettagliate, il loro funzionamento non è chiaro. Per altro, subito sotto al titolo è presente una barra di ricerca di tipo classico che, di fatto, permette ugualmente di cercare per autore, opera, ecc… Tuttavia, se si prova ad effettuare una ricerca, si viene rimandati alla pagina di ricerca principale, quella accessibile dalle funzioni in alto, risultando quindi di fatto inutile.
Sotto tale barra vi è una breve presentazione del sito e dei suoi scopi. In basso vengono fornite le informazioni di contatto.
Gli elenchi degli articoli sono molto semplici, non essendo altro che un elenco puntato. Di ogni saggio si può accedere al riassunto in spagnolo o in inglese, all’articolo vero e proprio ed al pdf. Al pdf si può accedere anche dalla pagina dell’articolo. Inoltre sono a disposizione, sulla destra, altre funzioni, come l’articolo in XML, il modo di citare l’articolo, opzioni di traduzione, collegamenti con alcuni social network, ecc… Il pdf è anche possibile scaricarlo sul proprio pc, rendendo il sito utilissimo per procurarsi scritti anche in formato cartaceo che altrimenti sarebbero difficilmente reperibili, specie in Italia.
Tutti i saggi sono preceduti da una scheda informativa simile. In essa compare l’autore (o gli autori) con, in caso, delle brevi informazioni su di essi, un riassunto e le parole chiave, sia in spagnolo che in inglese.
Gli articoli in sé, sono di diversa lunghezza, utilizzano spesso delle immagini, nonché citazioni dalle fonti, e terminano con la bibliografia e l’apparato delle note.



La navigazione nel sito non è in ogni sua parte facile o semplice. Non sempre è presente il pulsante (costituito dal nome del sito) che permette di tornare alla homepage o, se presente, non sempre funziona, dovendo dunque ricorrere al comando “Indietro” del browser. Come detto anche prima, non tutti i link sono funzionanti e la parte relativa alla ricerca all’interno del sito è ben lontana dall’essere efficiente e di semplice utilizzo.
La grafica è più o meno assente, dato che lo sfondo bianco impera ovunque, senza comunque costituire un fastidio per la lettura (non è molto diversa da una pagina di word). L’unico elemento che pare essere stato curato è il titolo, rosso non acceso e scritto con un bel carattere con grazie.
Tutto questo, la difficoltà di navigazione, la grafica scarna per non dire assente e alcune sezioni il cui utilizzo è poco chiaro, fa sì che si abbia l’impressione che il sito, una volta creato, non si sia più evoluto e, a parte l’inserimento di nuovi articoli, non sia stato più aggiornato. Come si accennava all’inizio, Scielo ha applicato a tutti i siti che la compongono il medesimo modello fin qui descritto, in cui in pratica cambia solo la grafica del titolo.



Scielo, in sé, possiede una home molto semplice: a sinistra ha i comandi per tradurre il sito in portoghese o in inglese mentre nella parte centrale ci sono tre sezioni. Sotto “revistas” si possono cercare le riviste per titolo, materia o in ordine alfabetico; la sezione “búsqueda de artículos” è una funzione di ricerca che presenta gli stessi problemi rilevati per quella del singolo sito sulla cultura náhuatl; la terza sezione è sull’utilizzo del materiale del sito, statistiche e simili informazioni.



In conclusione, il sito in questione (e Scielo in generale) contiene una grande quantità di informazioni, adatte ad un pubblico di esperti e non a chi è solamente curioso, essendo studi a carattere scientifico, ma lascia un po’ a desiderare quanto a navigabilità e grafica.



venerdì 5 settembre 2014

AreaStorica: per fare un'App, non basta un'app

AreaStorica è un’app recentemente realizzata dal Ministero della Difesa con lo scopo di avvicinare un pubblico vasto ed eterogeneo alla storia militare nazionale, mettendo al contempo a disposizione parte del patrimonio documentale conservato negli archivi di Ministero ed Armi. Gratuita e disponibile per iOS, Blackberry, Windows Phone ed Android, AreaStorica si caratterizza per una grafica semplice quanto immediata che rende l’esperienza di navigazione subito piacevole e davvero alla portata di tutti.

menù di navigazione con, in alto
a destra, tasto di condivisione
Fin dalla Home scorrono in presentazione fotografie provenienti dagli archivi storici di Ministero della Difesa, Esercito, Marina, Aeronautica e Arma dei Carabinieri e che ne descrivono un’interessante storia per immagini. Un’intera sezione  è dedicata al Centenario della Grande Guerra, o meglio agli eventi per esso organizzati di cui vengono fornite brevi descrizioni complete di link appositi. I Luoghi della Memoria è invece a sua volta suddiviso in tre sottosezioni  (Zone Monumentali, Sepolcreti, Monumenti e Sacrari) ognuna delle quali presenta un elenco di luoghi di cui vengono fornite foto, descrizioni anche molto dettagliate ed informazioni riguardo il periodo storico a cui sono collegati. La Banca Dati dei Caduti permette invece di ricercare, inserendone il nominativo,  il luogo di sepoltura dei caduti in guerra e l’eventuale presenza nell’Albo d’Oro della Prima Guerra Mondiale. Molto interessante è anche la sezione Video, in cui filmati d’epoca opportunamente commentati vengono a creare un campionario di minidocumentari, a cura del canale “AreaStorica” della WebTV del Ministero della Difesa . Le successive sezioni rimandano infine alle rispettive aree storiche curate da Stato Maggiore della Difesa, Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare ed Arma dei Carabinieri.


Interessantissimi le foto e i filmati d’epoca fruibili ad ottima risoluzione, come l’elenco dei luoghi della memoria opportunamente recensiti e a vario titolo collegati con il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra. Lodevole infine la volontà di mettere a disposizione la Banca Dati dei Caduti e delle loro sepolture a chiunque, per motivi personali o di ricerca, ne sentisse la necessità.

Impeccabile dal punto di vista della realizzazione tecnica, l’app sembra però soffrire di qualche carenza sul piano progettuale.  In controluce traspare infatti il solito peccato originale che vizia irrimediabilmente molta parte della produzione multimediale di argomento storico:  quello di considerare il mezzo multimediale come una mera estensione del testo scritto tradizionale, di cui si riprendono tanto le strutture che i linguaggi.

AreaStorica pur essendo un’app riporta in realtà abbastanza fedelmente la configurazione e una buona parte delle pagine della sezione Area Storica del sito del Ministero della Difesa, esso stesso navigabile attraverso un minibrowser interno che si apre, seppure in maniera non subito evidente,  selezionando alcune delle sottosezioni.

da notare i tasti di navigazione del browser in alto a destra ed il menù del sito del Ministero della Difesa al centro

La maggior parte dei contenuti  sono d’altra parte testi, anche piuttosto lunghi per un prodotto agevole e veloce come l'app. Le immagini e i video sono presenti in quantità decisamente minore, in sezioni meno curate (alcuni dei video ad esempio si interrompono bruscamente senza trattare il tema del titolo), spesso senza didascalie adeguate e quasi sempre come aggiunta al testo scritto (alcune delle immagini che accompagnano i testi non sono inoltre selezionabili, ed è quindi impossibile ingrandirle a sufficienza per poterle vedere chiaramente sullo schermo di uno smartphone o di un tablet). 

Un apposito tasto permette di condividere la maggior parte dei contenuti tramite mail, social networks e servizi di messaggistica. L’interattività concessa da questa app però si ferma qui. La navigazione procede per sezioni statiche, piuttosto lineari e non collegate tra loro, costringendo di fatto l’utente a seguire un percorso preimpostato e a dover tornare ogni volta al menù principale per esplorare le altre sezioni.  Queste presentano inoltre un notevole grado di disomogeneità tra loro, evidente soprattutto dall’inevitabile confronto tra le parti riguardanti le singole armi, tradendo così la mancanza di un progetto unitario uniforme a favore di una sorta di collage di progetti simili ma distinti.

aree storiche di Marina e Carabinieri a confronto







Si ha poi spesso l’impressione che non vengano sfruttate in pieno le potenzialità di uno strumento, l’app appunto, interessante proprio per la flessibilità e la “leggerezza” di fruizione che offre. In questo senso esemplare è il caso della sezione dedicata ai Sepolcreti: dalla lista si accede alle schede singole di ossari e sacrari,  le quali contengono sì gli orari di apertura e le indicazioni stradali per raggiungerli, ma senza nessuna mappa che ne indichi visivamente la posizione.  Una buona parte dei sepolcreti  sono inoltre dedicati ai caduti della Grande Guerra e sono dunque posizionati in una zona geografica relativamente ristretta, ideale per suggerire percorsi d’insieme anche fisici, magari tramite una mappa più o meno interattiva  che ne indichi anche la vicinanza ai luoghi degli eventi bellici a cui sono collegati (che sono per altro trattati in una sezione ben distinta e di nuovo non comunicante con questa).

Il materiale messo a disposizione tramite questa app è nell’insieme molto interessante ed istruttivo: le foto d’epoca o recenti, i video, i luoghi della memoria  e la banca dati dei caduti sono di fatto un patrimonio nazionale, che Area Storica ha di certo il merito di aver reso fruibile alla collettività tramite un mezzo tecnologico alla portata di tutti. Un’impostazione progettuale forse troppo rigidamente ancorata a mezzi comunicativi tradizionali ha però imbrigliato le potenzialità del prodotto, rendendolo certamente adatto ad un pubblico mediamente esperto o appassionato della storia militare ma poco allettante per molti altri, svilendo almeno in parte l’ottimo proposito di  “valorizzare e diffondere tutto il patrimonio storico presente sul portale della Difesa e nei siti delle Forze Armate” e di “conoscere e approfondire tutto ciò che è legato alla Grande Guerra, della quale quest’anno ricorre il Centenario”.