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martedì 26 aprile 2016

Il Museo Civico del Risorgimento di Bologna. Il sito web di un istituto dinamico e composito





Finché, domestica o straniera, voi avete tirannide,
come potete aver patria? La patria è la casa dell'uomo,
non dello schiavo.

                                                (Giuseppe Mazzini)




La nostra stella polare, o signori, è di fare che la città eterna
sovra la quale venticinque secoli accumularono ogni genere di gloria
diventi la splendida capitale del Regno italico.

                                                (Camillo Benso, Conte di Cavour)




Il portale multimediale del Museo Civico del Risorgimento di Bologna è una risorsa utile non soltanto per le informazioni che offre in merito alla struttura museale ma anche per la diffusione al pubblico di notizie ad essa legate inerenti le mostre, le manifestazioni e le molteplici iniziative culturali.
L’home page e in generale tutta la struttura del sito rispecchiano la natura composita del Museo, il quale comprende: il Museo propriamente detto con sala espositiva, depositi e aula didattica; la Biblioteca, con ricchi fondi librari, documentari, archivistici, iconografici e infine il "Progetto Certosa" per la valorizzazione culturale del cimitero monumentale cittadino, vero e proprio museo all'aperto. Tre realtà che si occupano, ciascuna con proprie sedi, finalità e attività, della conservazione e della valorizzazione del patrimonio culturale relativo al periodo storico che parte dalla Rivoluzione Francese e arriva alla Seconda Guerra Mondiale.



a. La home page.



Ma occorre adesso vedere in che modo la struttura museale è riuscita a rendere fruibile, su una risorsa multimediale, il vasto patrimonio in essa custodito. Non mancano infatti, come vedremo, efficaci strategie comunicative che permettono all’utente, sia esso un normale visitatore o un ricercatore, di usufruire del vastissimo patrimonio documentario (in parte digitalizzato) della Biblioteca-Archivio o di viaggiare interattivamente all’interno del Cimitero monumentale della Certosa. Tuttavia non mancano anche piccole aree migliorabili per rendere più accattivante il sito agli occhi del visitatore. Siete pronti? Andiamo!


Innanzitutto balza subito all’occhio di colui che naviga un menu a scorrimento automatico e manuale, costantemente aggiornato, il quale informa il visitatore sulle ultime news del Museo. Molto efficace dal punto di vista comunicativo è il rimando, che certamente verrà spostato o modificato nel tempo, alla pagina Facebook dell’istituto. Mi soffermo su questo punto per specificare che oggi più che mai, in un’epoca in cui l’utilizzo dei social è diventato ormai abitudine quotidiana, risulta strategicamente fondamentale, per una struttura museale, fare affidamento a una pagina Facebook con lo scopo ottenere feedback quotidiani da visitatori e appassionati. Aprire una pagina su un social network significa oggi, per un museo, mettersi sempre in gioco e usufruire di un canale pubblicitario di straordinaria potenza.


b. L'ingresso del Museo su Facebook.


Come si è accennato, è evidente, all’interno del portale, il rilievo che si è voluto dare ai tre campi di azione della struttura museale, volto soprattutto a pubblicizzarne il patrimonio e le iniziative culturali ad esse legate. Questo intento è evidente se guardiamo la parte bassa della home, dalla quale si può accedere, tramite tre icone cliccabili, alle pagine dei rispettivi rami dell’ente: conosci il Museo, conosci la Biblioteca, conosci la Certosa (presenti anche nel menu di sinistra), e attraverso altre tre, ad alcuni temi in primo piano: scoprire un’opera del Museo, scoprire un luogo della Certosa, approfondire l’argomento Bologna e la Grande guerra.



c. Le due barre in fondo alla home.


All’interno di queste aree si possono riscontrare tecniche comunicative più o meno efficaci e più o meno utili all’utente. Per esempio l’area dedicata al Museo, pur descrivendo schematicamente il percorso espositivo e offrendo al visitatore gli strumenti necessari per sfruttare al meglio le vastissime risorse della struttura (storia, inventari e cataloghi, patrimonio e percorso espositivo), pecca forse di troppa semplicità. Il visitatore sarebbe più invogliato a visitare il Museo se, oltre alle seppur necessarie informazioni sugli inventari si fosse inserito anche un percorso interattivo attraverso le sale principali del Museo e qualche immagine in più delle teche e degli oggetti più interessanti custoditi nella struttura.
Anche l’area riguardante la Biblioteca-Archivio pecca della stessa semplicità. La pagina avrebbe tutto da guadagnare in capacità comunicative qualora oltre al semplice elenco della documentazione custodita offrisse anche qui una serie di immagini della Biblioteca e magari dei documenti più prestigiosi in essa custoditi. Al tal fine si potrebbero utilizzare delle infografiche, le quali, strutturate in forma di “timeline”, riuscirebbero a integrare alcune brevi didascalie sugli eventi principali della storia dell’ente accompagnati da immagini. Inoltre, ai fini di una più immediata comprensione dei materiali custoditi dall’utente, sarebbe utile ridurre il numero delle sotto-aree, le quali non di rado creano confusione nella navigazione delle tre macro aree.


d. La pagina dedicata al Museo.


L’area del portale certamente più efficace dal punto di vista comunicativo è tuttavia quella relativa alla Certosa di Bologna. Una volta letta una breve storia del cimitero monumentale, l’utente può accedere direttamente alla risorsa web “Storia e memoria di Bologna”. Qui il visitatore si trova davanti un portale, progettato a cura del Museo del Risorgimento di Bologna, che ha come tema la storia della città nel periodo compreso tra l'età Napoleonica e la Liberazione del 1945. Nell’area appositamente dedicata, i viaggiatori curiosi potranno anche navigare all'interno di percorsi immersivi in ambiente 3D, ossia nelle ricostruzioni virtuali della Certosa di Bologna (Ossario dei partigiani, Sacrario della Grande Guerra), nonché visualizzare la mappa del cimitero con le indicazioni relative alle opere principali. Puntare sul tema del “viaggio interattivo” è sicuramente una soluzione che va a vantaggio delle capacità comunicative della pagina. L’utente in questo modo si trova coinvolto in un percorso e in attesa di intraprendere la visita reale può divertirsi a selezionare le aree principali da esplorare.


e. La pagina dedicata alla Certosa di Bologna con la possibilità di intraprendere percorsi in 3D.


Ma un altro punto a favore dell’efficacia e della comunicabilità del sito sono le Collezioni digitali. Qui l’utente può accedere agli archivi online dell’ente, fra i quali vi è quello relativo ai “Caduti bolognesi della Grande guerra”, nel quale viene presentato un database di 2.244 immagini custodite in archivio e provenienti da album e raccolte donati da privati, o arrivate attraverso l'esercito e le strutture dello stato già negli anni del conflitto.
In quest’area il visitatore interagisce pienamente con la risorsa multimediale; egli infatti può avviare autonomamente le ricerche per nome di propri familiari o informarsi sul monumento ai caduti della propria città. Il sito, permettendo tali ricerche, diventa agli occhi dell’utente uno strumento utilissimo per scoprire la sorte di un componente della famiglia caduto in guerra; diventa un mezzo necessario per riannodare quel legame che la guerra aveva spezzato. Tuttavia i database sono utili anche per gli addetti ai lavori, per gli storici di professione e per gli studenti che decidessero di intraprendere delle ricerche sulla Grande guerra. I dati a disposizione sono una sorta di miniera a portata di clic.


f. Le Collezioni digitali.


Se nel caso dell’area dedicata alla Certosa i curatori del sito hanno optato per soluzioni comunicative nuove, come il 3D e i percorsi interattivi, cliccando su Pubblicazioni si ritorna in un certo senso all’antico. È possibile accedere ai contenuti dei bollettini del museo e dei cataloghi delle mostre inseriti in un contesto grafico molto semplice, il quale, seppur pieno di informazioni interessanti, necessiterebbe di uno sfoltimento e ammodernamento.


g. Le Pubblicazioni.


In conclusione si tratta di un portale molto vario e interessante; esso infatti deve necessariamente informare l’utente sulle numerose attività del Museo, dell’Archivio e della Certosa, anche se quest’ultima è oggetto, come si è visto, del sito “Storia e memoria”. Dunque si tratta di una risorsa web molto attiva e continuamente aggiornata, la quale, non solo informa il visitatore delle attività culturali e del patrimonio custodito nel Museo ma riesce anche a fornire allo studioso le informazioni necessarie qualora questo volesse intraprendere un percorso di ricerca basandosi sull’immensa documentazione custodita in Archivio.
Gli unici difetti che probabilmente si possono imputare al sito sono, come si è visto, la poca “comunicatività” di alcune aree e il frequente affastellamento di sotto aree nel menu. Difetti certamente dovuti alla vastità di temi trattati. Sistemati questi particolari, la risorsa, certamente meritevole, potrebbe attrarre ancor di più l’utente. A questo punto non mi resta altro da fare che invitarvi non soltanto a navigare nel sito, ma anche a visitare il Museo, l’Archivio e il Cimitero monumentale della Certosa; luoghi dove è possibile toccare con mano la storia contemporanea di Bologna, una delle grandi capitali culturali d’Italia. Non ve ne pentirete. Buon divertimento!



venerdì 5 settembre 2014

AreaStorica: per fare un'App, non basta un'app

AreaStorica è un’app recentemente realizzata dal Ministero della Difesa con lo scopo di avvicinare un pubblico vasto ed eterogeneo alla storia militare nazionale, mettendo al contempo a disposizione parte del patrimonio documentale conservato negli archivi di Ministero ed Armi. Gratuita e disponibile per iOS, Blackberry, Windows Phone ed Android, AreaStorica si caratterizza per una grafica semplice quanto immediata che rende l’esperienza di navigazione subito piacevole e davvero alla portata di tutti.

menù di navigazione con, in alto
a destra, tasto di condivisione
Fin dalla Home scorrono in presentazione fotografie provenienti dagli archivi storici di Ministero della Difesa, Esercito, Marina, Aeronautica e Arma dei Carabinieri e che ne descrivono un’interessante storia per immagini. Un’intera sezione  è dedicata al Centenario della Grande Guerra, o meglio agli eventi per esso organizzati di cui vengono fornite brevi descrizioni complete di link appositi. I Luoghi della Memoria è invece a sua volta suddiviso in tre sottosezioni  (Zone Monumentali, Sepolcreti, Monumenti e Sacrari) ognuna delle quali presenta un elenco di luoghi di cui vengono fornite foto, descrizioni anche molto dettagliate ed informazioni riguardo il periodo storico a cui sono collegati. La Banca Dati dei Caduti permette invece di ricercare, inserendone il nominativo,  il luogo di sepoltura dei caduti in guerra e l’eventuale presenza nell’Albo d’Oro della Prima Guerra Mondiale. Molto interessante è anche la sezione Video, in cui filmati d’epoca opportunamente commentati vengono a creare un campionario di minidocumentari, a cura del canale “AreaStorica” della WebTV del Ministero della Difesa . Le successive sezioni rimandano infine alle rispettive aree storiche curate da Stato Maggiore della Difesa, Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare ed Arma dei Carabinieri.


Interessantissimi le foto e i filmati d’epoca fruibili ad ottima risoluzione, come l’elenco dei luoghi della memoria opportunamente recensiti e a vario titolo collegati con il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra. Lodevole infine la volontà di mettere a disposizione la Banca Dati dei Caduti e delle loro sepolture a chiunque, per motivi personali o di ricerca, ne sentisse la necessità.

Impeccabile dal punto di vista della realizzazione tecnica, l’app sembra però soffrire di qualche carenza sul piano progettuale.  In controluce traspare infatti il solito peccato originale che vizia irrimediabilmente molta parte della produzione multimediale di argomento storico:  quello di considerare il mezzo multimediale come una mera estensione del testo scritto tradizionale, di cui si riprendono tanto le strutture che i linguaggi.

AreaStorica pur essendo un’app riporta in realtà abbastanza fedelmente la configurazione e una buona parte delle pagine della sezione Area Storica del sito del Ministero della Difesa, esso stesso navigabile attraverso un minibrowser interno che si apre, seppure in maniera non subito evidente,  selezionando alcune delle sottosezioni.

da notare i tasti di navigazione del browser in alto a destra ed il menù del sito del Ministero della Difesa al centro

La maggior parte dei contenuti  sono d’altra parte testi, anche piuttosto lunghi per un prodotto agevole e veloce come l'app. Le immagini e i video sono presenti in quantità decisamente minore, in sezioni meno curate (alcuni dei video ad esempio si interrompono bruscamente senza trattare il tema del titolo), spesso senza didascalie adeguate e quasi sempre come aggiunta al testo scritto (alcune delle immagini che accompagnano i testi non sono inoltre selezionabili, ed è quindi impossibile ingrandirle a sufficienza per poterle vedere chiaramente sullo schermo di uno smartphone o di un tablet). 

Un apposito tasto permette di condividere la maggior parte dei contenuti tramite mail, social networks e servizi di messaggistica. L’interattività concessa da questa app però si ferma qui. La navigazione procede per sezioni statiche, piuttosto lineari e non collegate tra loro, costringendo di fatto l’utente a seguire un percorso preimpostato e a dover tornare ogni volta al menù principale per esplorare le altre sezioni.  Queste presentano inoltre un notevole grado di disomogeneità tra loro, evidente soprattutto dall’inevitabile confronto tra le parti riguardanti le singole armi, tradendo così la mancanza di un progetto unitario uniforme a favore di una sorta di collage di progetti simili ma distinti.

aree storiche di Marina e Carabinieri a confronto







Si ha poi spesso l’impressione che non vengano sfruttate in pieno le potenzialità di uno strumento, l’app appunto, interessante proprio per la flessibilità e la “leggerezza” di fruizione che offre. In questo senso esemplare è il caso della sezione dedicata ai Sepolcreti: dalla lista si accede alle schede singole di ossari e sacrari,  le quali contengono sì gli orari di apertura e le indicazioni stradali per raggiungerli, ma senza nessuna mappa che ne indichi visivamente la posizione.  Una buona parte dei sepolcreti  sono inoltre dedicati ai caduti della Grande Guerra e sono dunque posizionati in una zona geografica relativamente ristretta, ideale per suggerire percorsi d’insieme anche fisici, magari tramite una mappa più o meno interattiva  che ne indichi anche la vicinanza ai luoghi degli eventi bellici a cui sono collegati (che sono per altro trattati in una sezione ben distinta e di nuovo non comunicante con questa).

Il materiale messo a disposizione tramite questa app è nell’insieme molto interessante ed istruttivo: le foto d’epoca o recenti, i video, i luoghi della memoria  e la banca dati dei caduti sono di fatto un patrimonio nazionale, che Area Storica ha di certo il merito di aver reso fruibile alla collettività tramite un mezzo tecnologico alla portata di tutti. Un’impostazione progettuale forse troppo rigidamente ancorata a mezzi comunicativi tradizionali ha però imbrigliato le potenzialità del prodotto, rendendolo certamente adatto ad un pubblico mediamente esperto o appassionato della storia militare ma poco allettante per molti altri, svilendo almeno in parte l’ottimo proposito di  “valorizzare e diffondere tutto il patrimonio storico presente sul portale della Difesa e nei siti delle Forze Armate” e di “conoscere e approfondire tutto ciò che è legato alla Grande Guerra, della quale quest’anno ricorre il Centenario”.

domenica 27 luglio 2014

I luoghi della Grande Guerra: itinerario virtuale e reale tra memoria, storia e presente

“I luoghi della Grande Guerra”, è la app scaricabile gratuitamente sia per sistemi Android che per iOS, per smartphone e tablet. Uno strumento “smart”, concreto e dinamico per accompagnare i turisti lungo sentieri ricchi di tracce, segni, monumenti che rievocano storie passate. 
La tecnologia al servizio della memoria, dunque, per dare voce ai luoghi che hanno rappresentato un capitolo importante della nostra storia. In quest’ottica Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Trentino, Alto Adige aprono le porte al turismo culturale promuovendo un progetto interregionale di recupero e condivisione dei luoghi che cento anni fa sono stati teatro della Grande Guerra. 

Home Page
Attiva dal febbraio 2013, l’applicazione nasce in seguito alla messa in linea del sito internet “Itinerari della Grande Guerra”. 
Si presenta con una grafica estremamente semplice. 
La Home Page è caratterizzata da una vuota pagina nera in cui è possibile scegliere un’unica opzione che rimanda al cuore dell’applicazione “Itinerari della Grande Guerra”. 
Solo a questo punto si può navigare “realmente” tra i contenuti proposti. 
Viene fornita al turista una doppia chiave di navigazione: “Visita Libera” e “Itinerari Guidati”. Come si può immaginare, in questo modo il turista ha la possibilità  di scegliere tra un percorso personalizzato (il primo) e uno   suggerito e orientato (il secondo). Scegliendo la Visita libera, molto utile risulta la possibilità di individuare i luoghi di interesse nelle immediate vicinanze - cliccando sull’opzione “Vicino a te” -. Dopo aver attivato il GPS sarà infatti possibile effettuare una verifica entro il raggio di 4 chilometri. L’alternativa è rappresentata dall’etichetta “Punti di interesse” in cui si dispiega un lungo elenco di monumenti, cimiteri, chiese, ossari, forti, colonne, statue, musei, mostre (permanenti e non). Se invece l’utente fosse interessato a seguire le proposte degli “Itinerari guidati” vengono individuati 20 percorsi come il Tour dei forti, il Museo all’aperto del Monte Ermada, l’Itinerario della Val Dogna e via discorrendo. Per tutti i punti di interesse e gli itinerari suggeriti, viene fornita una breve ma interessante descrizione, sia sulla rilevanza storica che sulle motivazioni legate alla scelta di determinati percorsi. 

Fondamentale e centrale la mappa interattiva.

Mappa 

Tramite Google Maps, viene scelto un territorio circoscritto rappresentato graficamente da una linea che indica la strada da percorrere, e da puntatori per i luoghi di interesse. Questi ultimi sono evidenziati da un fumetto al cui interno viene indicato il nome e, in alcuni casi, una fotografia. 
  
Pagina informazioni

La app è veloce e utile, peccato per alcune imperfezioni. 
Spesso le categorie proposte sono prive di contenuti, come nel caso delle “Informazioni” generali. Si apre una pagina vuota, senza una fotografia, una descrizione, un contatto, o una presentazione del progetto. Inoltre, poca attenzione viene posta per la categoria “Punti di interesse”, in cui si fornisce apparentemente all’utente la possibilità di cercare sul web ulteriori informazioni, proponendo come suggerimenti il canale Youtube, Google, Wikipedia e Flickr. L’unico problema è che risultano spesso senza contenuti. Piccoli dettagli, ma fondamentali. 

L’usabilità e la garanzia di una prestazione ottimale dovrebbero essere sempre garantite, anche se in termini generali consiglierei l’utilizzo dell’applicazione a chi volesse intraprendere questo tipo di esperienza. 

domenica 8 giugno 2014

La Guerra dei 14

14, di questi tempi, è un riferimento che più esplicito non si può: ricorre quest’anno infatti il centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. 14 è però anche il nome di un sito, sviluppato sulla scia delle commemorazioni sul centesimo anniversario, che proprio sul doppio significato attribuito a questo numero trova la sua particolarità .
Ma procediamo con ordine.

Edito in due versioni, tedesca e francese, il sito si presenta subito come molto dinamico ed interattivo, graficamente sobrio ma forse appesantito dall’incalzante musica che fa da colonna sonora a tutta l’esperienza di navigazione. Uso la parola esperienza non a caso: fin dalla Home, l’impostazione grafica e contenutistica si orientano verso una fruizione attiva più che conseguenziale, invitando letteralmente l’utente a scoprire il sito attraverso l’uso di mouse e tastiera.

sito tedesco









I titoli, un didascalico Diari della Prima Guerra Mondiale nella versione tedesca ed un più poetico Armi e Parole in quella francese, chiariscono meglio l’oggetto dell’elaborato: raccontare la Grande Guerra attraverso le 14 testimonianze di chi questa guerra l’ha vissuta.

Frutto di un’intensa collaborazione fra team multidisciplinari franco-tedeschi, il sito è parte di un progetto molto più ampio (comprendente tra l’altro la produzione di una serie tv) che ha impegnato per più di 4 anni professionalità specifiche quanto differenziate. Partendo dall’analisi di più di 1000 tra diari e corrispondenze personali, archivisti e ricercatori hanno selezionato i 14 testi da utilizzare come testimonianze dirette. La scelta è stata orientata dalla volontà di offrire un campionario il più possibile vario di personaggi ed esperienze che riproducessero la complessità degli eventi e delle popolazioni coinvolte: tutti (o quasi) i generi, le età, le appartenenze nazionali e politiche implicati nella Grande Guerra, vengono abilmente descritte dai personaggi scelti come testimoni emblematici. 

carrellata dei personaggi (nella sezione apposita)

Essi sono a tutti gli effetti i protagonisti del sito, che anche graficamente si incentra proprio sulle loro figure, quei 14 volti corredati dal nome e da una citazione proveniente dai loro diari. L’immagine del viso è composta da due parti che come in un collage uniscono l’immagine della persona reale a quella, per altro incredibilmente somigliante, dell’attore che nel film la interpreta. Questo accorgimento, tecnicamente molto ben eseguito, non appesantisce di fatto la fruizione, ed è probabilmente rivolto agli spettatori della serie che possono così riconoscere subito una figura ben familiare. Il link  “La mia storia”, posizionato accanto alle immagini, permette di accedere alle schede personali. L’immagine del volto è qui corredata da date di nascita e morte, paese di provenienza, e da un ulteriore link che porta alla scheda biografica vera e propria. Subito sotto appaiono due barre temporali, una orizzontale ed una verticale.


Quella orizzontale definisce il periodo bellico ed è corredata dagli eventi più significativi, quella verticale è invece propria della biografia del personaggio. Lo scroll del mouse o le frecce della tastiera fanno spostare il cursore sulla barra orizzontale e scorrere quella verticale. Succede così la magia: gli eventi bellici e la biografia del personaggio interagiscono posizionandosi entrambi sulla linea verticale in un susseguirsi di riquadri contenenti le citazioni dai diari, ma anche video, foto d’epoca ed immagini provenienti dalla fiction. La realizzazione tecnica del sito è curata e molto ben eseguita. Una scelta stilisticamente molto adeguata allo scopo di descrivere la guerra come esperienza di popoli e persone, è ad esempio quella di mantenere i volti dei personaggi sempre ben visibili sulla parte alta dello schermo, sia per quanto riguarda il protagonista della scheda che per i restanti 13 personaggi.

Molto interessante è poi anche la possibilità di giocare con una vera e propria Macchina del Tempo (Zeitmachine e Machine à Remonter), attraverso cui scoprire aspetti poco conosciuti del periodo bellico. Questa sezione del sito è costituita da immagini interamente disegnate e in cui protagonisti sono questa volta personaggi tipizzati che rispondono alle domande Chi ero? Dove ero? Cosa ero?.

personaggi della Macchina del Tempo

Dei menu a tendina permettono infatti di selezionare i personaggi (per sesso, età e nazionalità), protagonisti di singole scene che vogliono raccontare specifici spaccati di vita del periodo bellico. I simboli dei link qui presenti suggeriscono un’esperienza di navigazione che vuole essere sensoriale e virtuale insieme: l’utente viene infatti a conoscenza di cosa avrebbe sentito, ascoltato, assaporato, odorato e visto se fosse stato quel personaggio.


Materiali compositi (foto, registrazioni d’epoca , oggetti di uso quotidiano) vengono mostrati, spiegati ed abilmente contestualizzati, riproducendo un’ immagine a tutto tondo della vita del tempo. Come nel sito principale, anche in questa sezione è dunque nel particolare di un microcosmo quotidiano che si cerca, per altro trovandola, la chiave giusta per descrivere il quadro d’insieme.

La prospettiva adottata, multinazionale ed individuale al tempo stesso, ha in effetti il pregio di disegnare un ritratto quotidiano e verosimile della Grande Guerra, lontano dai toni in bianco e nero di troppa parte della retorica commemorativa. Si percepisce, pure attraverso il freddo schermo del computer,  l’umanità negli eventi, il vissuto quotidiano della popolazione in buona parte della sua variegata complessità, senza cadere in generalizzazioni universali che sminuirebbero la specificità del periodo. La guerra non appare come lo sfondo su cui i protagonisti operano, ma è essa stessa personaggio fondamentale con cui i testimoni si trovano ad interagire. Le paure, gli affetti, la quotidianità della vita, le caratteristiche stesse proprie delle persone, subiscono importanti trasformazioni a contatto con gli accadimenti piccoli e grandi della Storia. Come d’altra parte specificato nelle intenzioni degli autori, attraverso “il ritratto di anonimi che hanno vissuto questa guerra” si delinea così la parabola di una storia della mentalità, nazionale ed europea al tempo stesso, negli anni 1914-1918, mentre attraverso il gioco della Macchina del Tempo si fa esperienza del vissuto più quotidiano di quegli anni.

La volontà di oltrepassare le narrazioni nazionali sulla Prima Guerra Mondiale in direzione di una storia condivisibile anche partendo da “fronti” opposti, quello francese e quello tedesco appunto, è sicuramente un’altra delle caratteristiche più interessanti di questo pregevolissimo lavoro. Per capirci è come se i discendenti di indiani e cowboy decidessero finalmente di abbandonare il gioco delle parti e raccontare insieme l’avventura del lontano West, ponendo le basi per una riflessione nazionale seria ed onesta. Ogni riferimento, ovviamente, non è affatto casuale. 

venerdì 23 maggio 2014

Itinerari della Grande Guerra nell'era digitale


Da memoria incustodita a memoria restituita. Questo è stato l’importante lavoro di recupero di memoria intrapreso dalle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia e dalle province autonome di Trento e Bolzano con l’ideazione del progetto interregionale “Itinerari della Grande Guerra – Un viaggio nella storia”. I luoghi e le tracce materiali legati alla Grande Guerra, precipitati per lunghi anni nella damnatio memoriae, sono oggi interamente visitabili. Con la creazione ad hoc di percorsi che riprendono le vecchie linee del fronte, immersi tra le fiancate scoscese delle alture alpine e le propaggini vallive, è stato valorizzato il patrimonio storico e culturale, reso fruibile a tutti gli appassionati e a chiunque voglia conoscere un’importante parte del passato non solo italiano ma europeo. Forti ed appostamenti, rifugi, cimiteri ed ossari che si incontrano nei diversi percorsi, restituiscono l’atmosfera cruda del primo conflitto della modernità. Lontani dalla dimensione eroica o mitopoietica della Storia, il viandante-escursionista si troverà a contatto con gli oggetti dialoganti del conflitto, immersi nella natura montana o conservati nei musei: dalle armi alle uniformi appartenute ai soldati. Questo interessante progetto interregionale suona come un grande museo diffuso della Grande Guerra, variegato e complesso,  per la prima volta diretto ad un pubblico di non specialisti – o non solo -, dove il turismo culturale si integra con quello slow. Avvalendosi delle strategie di comunicazione proprie dell’era digitale - sito web e web app - è stato sviluppato il portale “Itinerari della Grande Guerra”, con l’obiettivo di fornire uno strumento utile ed interessante per tutti coloro che desiderano scoprire i luoghi, gli itinerari e un po’ di storia della prima guerra mondiale nelle aree coinvolte. Il sito internet appare dinamico ed intuivo: home page chiara nell’offerta dei contenuti proposti, apparentemente semplice ma funzionale per lo scopo che ci si è preposti.
La grafica, caratterizzata da un design che esula l’asetticità dei siti accademici, invita l’utente alla navigazione on-line. Si instaura sin dal primo clic un rapporto confidenziale: si è stimolati ad approfondire tematiche storiche poco note al pubblico di massa, ad esplorare la geografia dei luoghi mitizzati dalla storiografia come il monte Pasubio o il monte Grappa, e a tracciare percorsi personali che da virtuali potrebbero divenire reali qualora si organizzasse un viaggio culturale. Il portale è suddiviso in due sezioni, la parte superiore, di carattere storico-divulgativo, permette di avvicinarci alla materia. Le diverse categorie presenti – “Le regioni”, “i luoghi”, “gli itinerari”, “la grande guerra”, “i protagonisti” – allineate nella barra di controllo, fanno da filo conduttore per la lettura dell’intero sito.  Aprendo una di queste finestre sarà poi possibile leggere l’offerta contenutistica.
Di notevole interesse è la voce “i luoghi”, dove è disponibile una cartografia interattiva ricca di punti-icone rappresentanti, nei diversi livelli di zoom, i monumenti, i musei e gli edifici che sono stati censiti e catalogati. Una volta selezionato il luogo di memoria di nostro interesse - dopo aver scelto la Regione alla voce “filtra per categorie” - si aprirà una scheda descrittiva nella quale è enunciata l’importanza del sito nel contesto bellico e l’illustrazione del monumento con annesse informazioni ed orari di visita. È sicuramente il punto di forza del sito web se si pensa che sono disponibili anche gli itinerari, visibili sulla cartina e accompagnati da ricche e dettagliate descrizioni storiche e geografico-stradali che ci consentono di immaginare virtualmente il percorso che si staglia tra le alture alpine. La seconda sezione del sito ricopre la zona mediana ed inferiore della home page ed è costituita da una barra degli strumenti e sei icone interattive (galleria foto, in evidenza, gli itinerari, cartografia, la grande guerra, galleria video).

Questa parte, a vocazione turistico-divulgativa, denota evidenti limiti: dalla ridondanza  contenutistica – viene riproposta la mappa interattiva della prima sezione e non solo- alla incompletezza di molte finestre: la linea del tempo per scoprire le vicende della grande guerra non funziona, i video sono proposti in modo disordinato e non seguono un filo logico in sintonia con l’inclinazione del portale. Resta un sito web con spunti interessanti soprattutto nell’ottica del turismo slow ove gli interessi culturali si intersecano con quelli naturalistici. È uno strumento adeguato al nativo digitale, curioso ed interessato; una base da cui partire, non sicuramente a cui arrivare, uno stimolo alla conoscenza del territorio de visu, un approccio non convenzionale ad un tema fondamentale per la comprensione dell’Europa odierna. Un viaggio tra musei, ossari, sacrari, cimiteri, rievocazioni storiche, forti ed appostamenti, finalmente mappati e catalogati.