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lunedì 5 novembre 2012

Il digitale al servizio della ricerca storica: l'Institute of Historical Research di Londra


Nell'universo della digital history – ancora relativamente giovane e in costante espansione – uno dei punti di riferimento europei più interessanti è certamente l'Institute of Historical Research di Londra. Accanto alla propria attività accademica tradizionale, infatti, l'IHR ha avviato diversi progetti di natura digitale sulla storia britannica e irlandese che da qualche anno sono raccolti sotto il coordinamento di IHR Digital. Si tratta di una sezione specifica dell'istituto che unisce le competenze di storici e sviluppatori informatici per svolgere attività di ricerca, ma anche – ed è questo uno degli aspetti più innovativi – di servizio e formazione (a pagamento) per il resto dell'accademia. IHR Digital offre, tra le altre cose, consulenza agli storici sui processi di digitalizzazione, un servizio di webhosting, podcasting per seminari e lezioni e aiuto sul design di siti web di istituzioni o progetti di argomento storico. 
È dunque una realtà ibrida, collocata a cavallo tra l'accademia e il mondo della comunicazione, che trova pochi simili in ambito storiografico, soprattutto se guardiamo al panorama italiano. Basta scorrere alcuni dei progetti digitali a cui l'IHR ha partecipato o che ha coordinato per rendersi conto delle potenzialità di questo tipo di contaminazione. Tra quelli più recenti, ad esempio, troviamo Connected Histories, inaugurato nel 2011: frutto di una partnership tra diverse università inglesi, è uno strumento online che integra l'accesso a diversi database e risorse elettroniche sulla storia inglese dal 1500 al 1900 attraverso un unico motore di ricerca. British History Online, invece, è una biblioteca digitale che copre il medioevo e la prima età moderna, è parzialmente accessibile attraverso la registrazione gratuita e conta già cinque anni di vita. Inoltre, di grande utilità è History Online, che raccoglie informazioni aggiornate sulle novità del mondo universitario britannico – eventi, borse di studio, riviste e progetti in corso – consultabili attraverso un menu tematico e un motore di ricerca interno.
Il modo più semplice per consultare i progetti legati ad IHR Digital è partire dalla sezione del sito dell'Institute of Historical Research ad esso dedicata. Qui si possono trovare alcuni bottoni per l'accesso diretto alle risorse digitali online, un aggiornamento sull'avanzamento dei progetti di cui IHR è partner e un elenco dei servizi offerti. Tuttavia, questo non è l'unico canale attraverso cui è possibile rimanere aggiornati sulle attività digitali dell'istituto. IHR Digital cura infatti anche un proprio blog e il profilo Twitter @IHRDigHist, tramite cui, tra le altre cose, vengono twittati in diretta i seminari del ciclo Digital History, commentabili con l'hashtag #dhist
Tutti questi elementi, dalla semplice presenza sui social network ai progetti online più complessi, concorrono al medesimo obiettivo di innovazione degli strumenti propri della ricerca storica, ma anche di condivisione dei saperi e di apertura dell'accademia verso l'esterno – sia esso rappresentato da altre istituzioni o da singoli individui e studenti che coltivano un interesse verso la disciplina. Le tecnologie digitali costituiscono oggi una realtà imprescindibile per chiunque lavori nel mondo della conoscenza, e l'Institute of Historical Research offre un ottimo esempio di come sfruttare le loro potenzialità per la storiografia.

lunedì 18 giugno 2012

La Storia in 140 caratteri



Twitter non ha bisogno di presentazioni. È il più noto e diffuso servizio di microblogging presente sul web: in continua espansione, ha raggiunto in sei anni i 140 milioni di utenti attivi e genera un volume di informazioni enorme, con più di 340 milioni di tweet al giorno (Fonte: Wikipedia). La sua intrinseca rapidità e la funzione di aggregatore di notizie lo hanno reso uno strumento di comunicazione imprescindibile, utilizzato negli ambiti più diversi – dal marketing alla letteratura, dalla politica al giornalismo. Non è un caso, infatti, che i frequenti dibattiti sull'impatto dei social network su cultura, società e scrittura lo vedano spesso citato. È sufficiente ricordare a questo proposito la discussione sul ruolo di Twitter nel coordinamento delle manifestazioni di protesta in Iran, durante la Primavera Araba o per il movimento Occupy.
Tuttavia, se Twitter si è certamente rivelato una piattaforma adatta a tutti quei contesti che necessitano di scambi immediati e un flusso di informazioni veloce, si potrebbe invece obiettare che tende a rimanere uno strumento estraneo alla dimensione della ricerca e dell'approfondimento, che richiedono spazi e tempi molto più ampi. Dunque, quale interesse potrebbe rivestire per gli storici?
Nonostante si tratti di una domanda a cui ancora non esiste una risposta univoca, sono già numerosi gli studiosi e gli istituti legati alle discipline storiche presenti su Twitter, che si servono di questo mezzo per comunicare e scambiare informazioni con colleghi e utenza. Molti dei più rilevanti profili a tema storico sono raccolti in questa lista, che può servire come prima mappa per orientarsi nel già ampio mondo della twitt-storia.
Tra le sotto-aree disciplinari più coinvolte nell'utilizzo del social network ci sono, prevedibilmente, quella della public history e della didattica, come emerge bene da questo resoconto dell'ultima conferenza annuale dello statunitense National Council on Public History. Le forme di divulgazione storica su Twitter sono in effetti molteplici, anche se quella più in voga al momento pare essere la ricostruzione narrativa di grandi eventi storici – in segmenti da 140 caratteri – già sperimentata con la Seconda Guerra Mondiale e il naufragio del Titanic
Il profilo Twitter del nostro blog
Il microblogging è comunque terreno di sperimentazione anche per gli storici più strettamente accademici, come dimostra una recente iniziativa dell'Institute of Historical Research di Londra: attraverso il profilo @IHRDigHist è stato infatti twittato un intero ciclo di seminari (trasmesso anche in streaming), in modo da estendere la discussione anche a coloro che non potevano essere fisicamente presenti. 
Twitter, insomma, sta diventando un'arena rilevante anche per la ricerca storiografica, anche se, come abbiamo visto, si tratta di un ambito ancora in gran parte sperimentale. Per chiunque sia interessato al campo della digital history si tratta comunque di uno dei sentieri più promettenti da esplorare.