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lunedì 10 settembre 2012

Altre voci dai campi. Memoria di un silenzio


"Raccontare poco non era giusto, raccontare il vero non si era creduti. Allora ho evitato di raccontare, sono stato prigioniero e bon, dicevo …".

Stabilimento Azienda F.lli Claas
Con queste parole, che compaiono sullo schermo come fossero battute a macchina in quell’istante, si apre la presentazione animata del sito www.schiavidihitler.it
Trasposizione on-line un po’ datata (1) - come si evince dalla grafica complessiva - di un’ampia ricerca curata dall’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Peretta” di Como (affiliato alla rete degli Istituti della Resistenza), che ricostruisce i percorsi della deportazione che ha coinvolto oltre mezzo milioni d’italiani, fra civili e militari catturati dopo l’8 settembre 1943. Lo scopo dichiarato è quello di valorizzare le molteplici forme di resistenza, riunendo in coro le memorie individuali e ridando voce alle meno conosciute: come quella degli IMI (internati militari italiani), che si rifiutarono di giurare fedeltà alla Repubblica di Salò preferendo la prigionia; 
Foto dal Lager di Germano Bergamaschi
o dei lavoratori coatti, sfruttati fino allo stremo delle forze in condizioni disumane per soddisfare l’esigenze dell’economia di guerra del III Reich.
Il progetto web, costruito sull’elaborazione dei risultati della ricerca avviata alla fine del 1999 da Lazzero Ricciotti e proseguita dai suoi allievi, offre attraverso schede testuali e tabelle quantitative un sistematico inquadramento sui luoghi, sulle tipologie e funzioni in cui si diversifica nel tempo e nello spazio l’internamento italiano nei campi nazisti. Ricostruzione del contesto della deportazione di taglio didattico indispensabile per usufruire delle banche dati presentate nella sezione Area Ricerca e composte da: 4.500 schede personali di deportati civili e internati militari - il cui accesso risulta purtroppo limitato alla sola ricerca alfabetica; 450 memorie scritte di ex deportati; 3 elenchi relativi ai luoghi di prigionia e di lavoro coatto dei deportati italiani; un fondo bibliografico e una bibliografia sugli IMI curati dell’ex deportato Claudio Sammaruga – alla cui storia è dedicata una specifica sezione del sito. 
Le banche dati sono inoltre accompagnate da una selezione di documenti personali, disegni e fotografie dell’epoca. 
Arbeitskarte

Arricchisce infine il materiale documentario una raccolta di  video interviste a ex deportati, realizzate nel 2003 e nel 2011. 
La peculiare longevità del sito – che seppur finanziato da istituzioni pubbliche nazionali ed europee ha mantenuto la fisionomia di un progetto dal basso - più che alle finalità culturali, sembra essere correlata alla simultanea funzione di sostegno alla richiesta d’indennizzo del lavoro coatto svolto da italiani, inoltrata alla Germania nel 2000. Nel sito sono, infatti, indicate le modalità di adesione alla petizione contro l’esclusione degli IMI dal programma di risarcimento tedesco. 
Tesserino di riconoscimento della ditta Georg Schicht A.G.




Al di là dei modesti e incerti esiti pratici di tale campagna, questa vivificazione dell’importanza pratica della storia sembra aver costruito un ponte fra generazioni, aprendo nuovi spazi di dialogo con gli ex internati. Una serie di progetti web affiliati - segnalati nell’homepage - sono stati infatti realizzati negli ultimi anni per valorizzare la memoria della deportazione a livello regionale: una ricca rete di racconti biografici, in parte geolocalizzati, realizzati attraverso video interviste o registrazioni audio, costruita intorno all’idea della compartecipazione emozionale fra chi parla e chi ascolta.



1.Copyright 2001-2004.

sabato 30 giugno 2012

Voci dalla Shoah. Una miniera d’oro per la ricerca, la divulgazione e la didattica



Torniamo a parlare di fonti orali… Questa volta vi propongo un sito molto prezioso non solo perché raccoglie le testimonianze di coloro che vissero sulla propria pelle uno dei momenti più bui della storia novecentesca, ma soprattutto per le modalità con cui queste testimonianze sono state archiviate e indicizzate. Attivo dal settembre 2011, Ti racconto la storia: voci dalla Shoah permette di consultare online i 434 audiovisivi degli italiani intervistati dalla USC Shoah Foundation Institute for Visual History and Education. Quest’ultima è l’istituzione inizialmente creata da Steven Spielberg con lo specifico scopo di raccogliere le testimonianze dei sopravvissuti alla Shoah in una delle più grandi collezioni video-digitali esistenti al mondo (circa 52.000 interviste, messe insieme in 70 paesi e 37 lingue diverse). Il portale nasce dalla volontà dell’Istituto e dell’Archivio centrale dello Stato a Roma, dove è conservata dal 2005 una copia delle interviste italiane, di utilizzare le nuove tecnologie per rendere questo straordinario materiale accessibile a tutti direttamente da casa.

In realtà l’accesso alla collezione non è automatico. Trattandosi di materiale molto delicato, è necessario seguire un breve iter procedurale: prima occorre registrarsi e poi inviare all'amministratore anche una richiesta di autorizzazione specificando il motivo dell’interesse. In ogni caso il nulla osta viene concesso con rapidità.


Una volta entrati, ci troviamo di fronte ad una miniera d’oro fatta dei ricordi personali non solo dei protagonisti di quella drammatica esperienza ma anche di tutti coloro che in qualche modo ne furono testimoni. Ci sono gli ebrei, gli omosessuali e i rom che hanno subito la persecuzione fascista e nazista, ci sono i sopravvissuti ai campi di concentramento e coloro che l’hanno fatta franca fuggendo o nascondendosi, c’è chi ha aiutato quelle fughe e chi ha protetto quei nascondigli. Si tocca la storia politica e religiosa, ma anche quella familiare, culturale e professionale, percorrendo temporalmente anche gli anni immediatamente precedenti e successivi alla Shoah.

Disporre di un materiale così ricco e variegato comporta il rischio di una sua difficoltosa consultazione. Invece, il grande merito di questo portale è di aver reso il tutto molto facile e funzionale a qualsiasi specifica richiesta. Difatti, si può decidere di accedere alle interviste non solo sfogliando la collezione ma anche sulla base di un thesaurus che contiene voci adatte a descrivere una grande varietà di circostanze (si va dall’alimentazione ai trasporti, dagli alloggi all’esperienza psicologica). Quindi tramite delle parole chiave si viene indirizzati alle interviste che, indicizzate minuto per minuto, trattano in qualche modo l’oggetto della ricerca. Ciascuna intervista possiede anche una personale scheda realizzata secondo specifici criteri di metadatazione che permettono una ricerca avanzata attraverso il nome dell’intervistato, quello dell’intervistatore, il luogo, la data e l’anno dell’intervista, i concetti, le parole chiave, le persone, i nomi e i soprannomi citati in essa. 

La rapidità e l’incisività con cui è possibile muoversi all’interno del portale rendono ininfluenti, rispetto ad una valutazione globale del sito, la grafica dai toni alquanto piatti e il mancato funzionamento della versione in lingua inglese.

lunedì 30 aprile 2012

Il Nuovo Portale degli Istituti della Resistenza


In concomitanza con le celebrazioni del 25 aprile è stata messa on line la nuova versione del portale degli Istituti storici della rete INSMLI, Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia. Detentore di una media giornaliera di accessi di tutto rispetto (pari ad oltre 500 visite), era stato negli ultimi anni già sottoposto a due successivi restyling, ma l'esigenza di ripensarne sia l'aspetto grafico che la struttura dei contenuti emergeva come una necessità impellente unanimemente avvertita. 
Home page portale degli Istituti della rete INSMLI

Le differenze tra il vecchio e il nuovo portale sono evidenti a prima vista. La rinnovata veste grafica - molto più elegante, pulita ed accattivante di quella precedente - è solo il connotato esteriore di una incisiva riprogettazione dell’intero strumento. 
Risorse on line
La nuova versione - navigabile anche su supporto mobile (cellulari e tablet) mantenendo la stessa grafica, ma a caratteri molto ridotti - mette in primo piano l’interazione con gli utenti, facilitata da un'interfaccia intuitiva che permette di condividere nei principali social network ogni contenuto o singola notizia. 
Il carattere associativo, la capillarità territoriale e la dimensione nazionale della rete sono riflessi con immediatezza nella cartina inserita al centro dell’home-page; che (per quanto non navigabile) consente un rapido accesso alle informazioni relative ai singoli istitutiLe aree tematiche del menù sono state ampliate con l’introduzione di una nuova sezione dedicata ai luoghi della memoria e la messa in evidenza di una serie di specifiche attività - ricerca, pubblicazioni, formazione - in precedenza annegate all’interno di un’unica categoria. 
Calendario della memoria
Sono stati inoltre introdotti due menù di accesso rapido: valorizzando da un lato le banche dati archivistiche, i cataloghi bibliografici e i progetti di particolare interesse; dall’altro la sezione dedicata al calendario della memoria (arricchito con l’introduzione di nuove ricorrenze, quali il giorno della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi) e i profili INSMLI nei principali social network. 
Alle notizie in evidenza è stato riservato uno spazio centrale, mentre l’insieme delle iniziative degli istituti è inserito in una sezione più defilata, valorizzata però da puntuali riferimenti diretti all'interno delle differenti aree tematiche. 
La divulgazione dei contenuti è stata migliorata grazie all’introduzione di brevi descrizioni sulle molteplici produzioni offerte: mostre, banche dati, cartografie, progetti di ricerca, monografie, riviste, ecc. All'interno dell'area pubblicazioni è stata inoltre predisposta una sezione dedicata agli ebooks che, seppur ancora parziale, testimonia la volontà di sviluppo futuro delle potenzialità informatiche insita nella filosofia del portale. 
Sezione percorsi tematici
Tra le risorse on line è stata introdotta la sezione teche, periodicamente implementata, che raccoglie una selezione d’immagini e una raccolta di audiovisivi supportata dai canali YouTube dell'Istituto nazionale e di alcuni istituti locali. 
La collezione dei percorsi tematici è stata infine arricchita di nuovi contributi - come quello sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980 - per offrire una variegata vetrina di materiali (preziosi a fini didattici) su argomenti tradizionalmente terreno degli istituti, ma anche su nuovi temi della storiografia contemporanea sviluppatisi negli ultimi anni fuori e dentro la rete INSMLI.

venerdì 27 gennaio 2012

El-Alamein in un app


Un app per conoscere la battaglia di El-Alamein. La SbS (Sapere by Somnians) ha sviluppato un’applicazione interamente dedicata all’evento che sancì, di fatto, la sconfitta delle forze dell’Asse in Nord Africa. 2.99 € per iPad e 1.59 € per iPhone: un costo piuttosto elevato se si considera che molte delle informazioni sono già reperibili gratis in Rete, su Wikipedia o tramite siti di appassionati. L’applicazione è divisa in varie sezioni cui si accede dal menù situato nella parte bassa dello schermo. La prima pagina, denominata copertina, è molto scarna e contiene solamente la foto della lapide eretta a 111 Km da Alessandria d’Egitto nel punto di massima penetrazione raggiunto dagli italo-tedeschi il primo di luglio 1942. La seconda pagina, invece, contiene una sorta d’introduzione allo scontro suddiviso in due fasi approfondite ulteriormente nelle sezioni successive. Purtroppo la prima parte della battaglia è trattata in maniera troppo sbrigativa e non fornisce informazioni esaustive. La seconda però riprende le fila dall’inizio dello scontro e ricostruisce dettagliatamente l’evolversi egli eventi fino alla loro conclusione.
La sproporzione tra queste due parti non è controbilanciata dalla quarta pagina, dedicata alla carriera militare di Rommel, assai più ampia del dovuto, quasi da eclissare il tema centrale.
A questo punto ci si aspetterebbe una sezione simile dedicata a Bernand Montgomery, invece, ci vengono proposte, con una buona dose di retorica, due pagine, una con una preghiera, l’altra con le immagini del santuario a Quota 33, come se questi monoliti e una litania fossero tutto ciò che ci rimane di quei giorni drammatici.
In compenso, se volete, potete farvi una certa cultura musicale dell’epoca ascoltando alcune delle canzoni del periodo tra cui Come Folgore dal cielo! un pezzo che, al tempo, probabilmente era una hit.