lunedì 15 febbraio 2016

Jan Palach: per ricordare e comprendere

Jan Palach. Studente cecoslovacco che si dette fuoco nella piazza centrale di Praga come atto di sfida e rivolta contro l’occupazione sovietica del suo Paese. A Jan Palach è dedicato il sito qui recensito (http://www.janpalach.cz/it/default/index), il quale ricostruisce la vicenda del coraggioso studente in molteplici modi: con testi, con immagini, con video e con registrazioni radio.
La sinistra della home del sito è occupata dalla foto in bianco e nero di Palach con un timbro e sotto delle scritte, come fosse una sorta di carta di identità, il che riesce molto efficace sia per attirare l’attenzione dell’utente del web sia per dare già un’idea degli obbiettivi che il sito si pone e dei mezzi che intende utilizzare. Tuttavia, la destra della home crea uno spiacevole contrasto con uno sfondo bianco che probabilmente sarebbe stato più efficace in un altro colore. La pagina, comunque, è estremamente chiara nell’illustrare in modo efficace il contenuto del sito in questione.
La fascia più alta del sito è occupata dai pulsanti che permettono di accedere alle varie sezioni. Segue il titolo, ovvero il nome dello studente, e subito sotto l’attribuzione del sito, che è un progetto dell’Università Carolina.
Degno di nota ed elemento di pregio è la possibilità di tradurre il sito in più lingue, fra cui inglese, francese e tedesco. 

Homepage del sito: http://www.janpalach.cz/it/default/index

Il sito si struttura nelle seguenti sezioni:
Jan Palach: parte molto ampia del sito, tratta della vita di Palach, del suo incredibile gesto, delle reazioni successive e di quanto accade successivamente. 
A sinistra si trova il menu, ovvero l’elenco delle varie voci che compongono la pagina, ed ogni sezione del menu è correlata da immagini proprie.
Dal punto di vista grafico, dal bianco della home page si viene improvvisamente catapultati in una pagina dallo sfondo scuro ed è solo tale passaggio a stonare, dato che per il resto la pagina è ben strutturata, ricca di contenuti e graficamente piacevole.

Struttura della pagina "Jan Palach" del sito: http://www.janpalach.cz/it/default/index

I luoghi della memoria: strutturata come la precedente pagina, è però su sfondo bianco. Se dal punto di vista funzionale e strutturale rimane valida come la precedente, lo sfondo così chiaro è fastidioso e rende poco visibile la parte dedicata al testo. Uno sfondo scuro avrebbe reso sicuramente di più.
Come il nome della pagina suggerisce, vengono qui presentati i luoghi rilevanti per la vicenda di Palach.

Torce umane: pagina che idealmente è strutturata come le altre due, ma che presenta a livello di organizzazione delle differenze sia grafiche sia di posizione delle funzioni. La scelta è, secondo chi scrive, discutibile, in quanto la struttura sopra descritta dava uniformità al sito (uniformità che nemmeno lo sfondo dà, non essendo sempre il medesimo nelle varie pagine) e sarebbe stato meglio mantenerla, anche perché più efficace e visivamente piacevole. Lo sfondo di questa pagina è bianco, ma in questo caso non provoca fastidio, per il semplice motivo che non è molto diversa da una pagina di word.
Il tema trattato è, perlomeno, molto interessante: altri esempi di persone che si sono date fuoco per motivi simili a quelli di Palach.

Archivio: in tale sezione sono raccolti i materiali multimediali, quali video, foto, documenti, registrazioni radio e libri. Degno di nota è la presenza di una breve mostra multimediale. Peccato che i collegamenti per accedere a tale mostra siano poco visibili.
 
Indice: in tale sezione sono raccolti l’indice dei nomi, l’indice analitico, i collegamenti, le abbreviazioni utilizzate e la bibliografia. Dati i molti contenuti, forse il nome della sezione sarebbe stato più indicato al plurale che non al singolare.

In conclusione, si tratta di un sito ricco, sufficientemente approfondito (forse anche troppo per un lettore solo curioso) e ben costruito, se non per l’aspetto grafico, degli sfondi prevalentemente. Fonte sicuramente utile per chi si occupa di Jan Palach e della storia della Cecoslovacchia in quel periodo.




L'Espresso racconta gli anni della contestazione 1965-1969

Nel febbraio 2008, in occasione del quarantesimo anniversario del '68, L'Espresso, il settimanale di La Repubblica, ha proposto in edicola due volumi composti dai principali articoli pubblicati tra il 1965 e il 1969, che documentano i fatti salienti sia italiani che internazionali. Questa raccolta è stata curata da Francesco Erbani e le introduzioni sono state affidate alla penna di Nello Ajello.
L'Espresso ha dedicato una sezione del suo portale on-line per illustrare la struttura dei due volumi, approfondendo le tematiche e gli avvenimenti che più segnarono la seconda metà degli anni '60 e mettendo a disposizione una discreta quantità di materiale multimediale d'archivio. Il portale, consultabile al link http://temi.repubblica.it/espresso-il68/, costituisce una sezione speciale de L'Espresso e si apre con una periodizzazione: dal 1965 al 1969, includendo quindi l'anno 1968 all'interno di un arco temporale preciso. Al centro della pagina sono posizionati nove incipit di articoli presenti nei volumi, ciascuno dei quali si accompagna ad una fotografia attinente all'argomento dell'articolo stesso, corredato anche dal titolo e dalla data di pubblicazione sulla testata. Viene infine indicata la tematica in cui è incluso, che si riferisce all'indice dei volumi.

All'estrema sinistra della pagina è riportata la sezione "Temi, foto e autori" : sotto la dicitura "Argomenti- Volume1" e "Argomenti- Volume2" vengono elencate le tematiche. All'interno della sezione "Foto" si possono consultare varie gallerie di immagini. Per la voce "Le firme" sono riportati i nomi degli autori e dei giornalisti degli articoli che sono stati raccolti nel progetto editoriale. Tra i "Video" caricati sicuramente interessante è l'intervista incrociata a sei personaggi che si sono approcciati alla stagione delle contestazioni attraverso pratiche diverse, alcuni da protagonisti altri da cronisti e ognuno offre una riflessione personale sull'importanza o meno di celebrare gli stessi eventi dopo quarant'anni. 


Nella colonna a destra della pagina è presente una barra di ricerca per trovare parole o temi direttamente nello speciale de L'Espresso. Segue quindi la sezione della "Cronologia", una vera e propria linea del tempo che riferisce all'utente gli avvenimenti principali anno per anno e mese per mese. 


Viene data la possibilità di avere un'anteprima della composizione dell'opera cartacea nell'opzione "Sfoglia i due volumi": accompagnato dal realistico suono delle pagine che scorrono, l'utente può godere della lettura delle 136 pagine selezionate (sule 800 e più in totale) introdotte da un dettagliato indice.


Il portale dedicato da L'Espresso al '68 offre sicuramente molteplici spunti di riflessione sul periodo trattato, fornendo anche molti materiali che si prestano a progetti diversi. Se ci fosse da avanzare una critica, questa riguarderebbe la ripetizione del materiale presente nella pagina: si corre il rischio di creare un'impressione errata nell'utente sulla quantità reale delle informazioni fornite; l'internauta si aspetta ulteriori approfondimenti e strumenti ma scopre, dopo aver cliccato, che si tratta degli stessi che aveva già consultato. Ho trovato invece molto efficace la sezione della cronologia, la cui struttura risulta chiara e concisa; anche le videointerviste ai sei personaggi risultano interessanti, organizzate in una griglia in cui si può selezionare la domanda e il protagonista a cui sottoporla.


mercoledì 10 febbraio 2016

Il portale del Civil Rights Movement Veterans, una storia scritta dal basso

Un portale web costruito e gestito dai protagonisti di una stagione politica, pensato come mezzo per raccontarsi in prima persona e relazionarsi con altri senza mediazioni della storiografia ufficiale e che costituisce una fonte di informazioni e di risorse di parte.


Il sito "Civil Rights Movement Veterans" è un sito in lingua inglese costruito e gestito dai veterani del movimento civile statunitense, in particolare da coloro che svolsero il loro attivismo politico prevalentemente nell'area degli stati meridionali dell'Unione. Scopo del sito è costituire una risorsa per la memoria condivisa di quel "freedom movement" che mantenga i legami tra le centinaia di giovani che vi parteciparono negli anni tra il 1951 e il 1968, oltre a rappresentare una risorsa per le giovani generazioni affinché ne conoscano la complessità e la vasta portata che ebbe per gli Usa in quegli anni. All'interno di questa aspirazione trova posto anche il ricordo dei martiri di quella stagione di lotte per la libertà, vittime dell'odio segregazionista che animava gran parte della società bianca degli Stati Uniti meridionali.



Il sito si articola in diverse sezioni dove è possibile rintracciare numerosi documenti e risorse per riguardanti le attività e la storia del freedom movement. Inoltre sono presenti altre sezioni dove si possono ritrovare i volti e le storie dei militanti e delle principali figure di riferimento del movimento, i loro pensieri e poesie che restituiscono il profondo coinvolgimento e la determinazione che caratterizzava l'attivismo di questa generazione trasversale negli anni e e nella componente "razziale".


Le sezioni principali del sito sono quella dedicata al “The Movement” e quella riguardante “Movement Veterans”. Nella prima si possono ritrovare delle sottosezioni contenenti materiali testuali digitalizzati in formato pdf. o links che reindirizzano a pagine riportanti nella loro interezza volantini, opuscoli e comunicati delle varie organizzazione che vengono ricondotte alla molteplice esperienza del “freedom movement” come il CORE, la NAACP o la SCLC. Questa parte, che potremmo definire più documentaristica, è opportunamente supportata da una timeline che illustra dettagliatamente lo sviluppo cronologico del movimento e le sue attività. Interessante notare come navigando in questa sezione l'esperienza di lotta del "freedom movement" venga inserita nel contesto storico della lotta per l'affermazione dei diritti umani dei Black Americans risalente già alla tratta degli schiavi del XVII secolo. Altri links rimandano ad una raccolta dei report e delle lettere redatte dai militanti indirizzate non solo alle sedi centrali del movimento, ma anche alle proprie famiglie e amici, rappresentando un quadro vivo ed esaudiente delle difficoltà che il movimento incontrava nella sua opera sui territori, come il report di Rosa Parks. Accanto ai documenti scritti vi è una sezione che raccoglie un'ampia serie di fotogallery che documentano le iniziative del movimento, le prime “integrazioni” nel sistema scolastico e le collaterali contestazioni dei bianchi (che spesso sfociavano nella violenza). Per ogni iniziativa vi è un link che rimanda alle immagini, dalla Freedom Summer a quelle dei volontari.


Se ci si sposta nella sezione dei Veterans Movement si ritrova una serie di sottosezioni che riguardano principalmente l'aspetto più direttamente legato all'esperienza comunitaria degli attivisti. Partendo da un “ruolino” che elenca i militanti che attraversarono il movimento negli anni 1951/68 , navigando si ritrovano scritti individuali che riportano le considerazioni dei singoli riguardo la loro esperienza (Our Thoughts), le storie delle iniziative e cosa li ha spinti a intraprendere questo percorso di lotta (Our Stories, questa sezione si avvale anche del supporto di materiale audiovisivo attraverso links di collegamento a youtube o registrazioni audio). Vi sono poi riportate trascrizioni delle discussioni interne al movimento e ai militanti, non solo risalenti al periodo di maggior attivismo del freedom movement ma anche nei successivi incontri (Our Discussions). Nella sezione “In Memory” è riportato un elenco degli attivisti deceduti nel corso degli anni, mentre per martyrs si identificano quelli caduti durante le iniziative del movimento per mano segregazionista. Nella sezione “speakers list” sono riportati nomi e contatti dei portavoce del movimento, con cui è possibile relazionarsi e organizzare incontri e dibattiti.






Ultima sezione da segnalare è quella “Resources”. Qui si possono ritrovare un calendario delle prossime iniziative dei movement veterans, una ricca selezione di web links che rimandano al tessuto associativo che costituiva il movimento e diverse raccolte audio sulle storie dei singoli militanti o delle riunioni e meetings del movimento. Vi è inoltre un archivio delle sezioni web ormai inattive e la possibilità di scaricare e compilare il modello della richiesta di intervista per i veterans of freedom movement.

Il sito messo in opera dai veterani del freedom movement risulta essere uno strumento utile ed interessante. Oltre a riportare numerosi documenti e scritti “non ufficiali” nella parte riguardante il movimento nella sua complessità, nella sezione dedicata ai movement veterans apre le porte ad una dimensione "privata", quell'esperienza che travalica la sola dimensione politica ma restituisce anche una dimensione umana e le sensazioni che solo le testimonianze dei protagonisti riescono a trasmettere. In questo l'uso di supporti audiovisivi è sicuramente un apporto significativo, che permette anche di sfuggire ad una narrazione retorica e neutra che spesso la storiografia ufficiale statunitense propone. Questo sito viene così a porsi come una risorsa indispensabile a chiunque voglia approfondire la conoscenza dei quella stagione politica e relazionarsi direttamente con i protagonisti, per avere così una conoscenza di parte.