lunedì 15 febbraio 2016

L'Espresso racconta gli anni della contestazione 1965-1969

Nel febbraio 2008, in occasione del quarantesimo anniversario del '68, L'Espresso, il settimanale di La Repubblica, ha proposto in edicola due volumi composti dai principali articoli pubblicati tra il 1965 e il 1969, che documentano i fatti salienti sia italiani che internazionali. Questa raccolta è stata curata da Francesco Erbani e le introduzioni sono state affidate alla penna di Nello Ajello.
L'Espresso ha dedicato una sezione del suo portale on-line per illustrare la struttura dei due volumi, approfondendo le tematiche e gli avvenimenti che più segnarono la seconda metà degli anni '60 e mettendo a disposizione una discreta quantità di materiale multimediale d'archivio. Il portale, consultabile al link http://temi.repubblica.it/espresso-il68/, costituisce una sezione speciale de L'Espresso e si apre con una periodizzazione: dal 1965 al 1969, includendo quindi l'anno 1968 all'interno di un arco temporale preciso. Al centro della pagina sono posizionati nove incipit di articoli presenti nei volumi, ciascuno dei quali si accompagna ad una fotografia attinente all'argomento dell'articolo stesso, corredato anche dal titolo e dalla data di pubblicazione sulla testata. Viene infine indicata la tematica in cui è incluso, che si riferisce all'indice dei volumi.

All'estrema sinistra della pagina è riportata la sezione "Temi, foto e autori" : sotto la dicitura "Argomenti- Volume1" e "Argomenti- Volume2" vengono elencate le tematiche. All'interno della sezione "Foto" si possono consultare varie gallerie di immagini. Per la voce "Le firme" sono riportati i nomi degli autori e dei giornalisti degli articoli che sono stati raccolti nel progetto editoriale. Tra i "Video" caricati sicuramente interessante è l'intervista incrociata a sei personaggi che si sono approcciati alla stagione delle contestazioni attraverso pratiche diverse, alcuni da protagonisti altri da cronisti e ognuno offre una riflessione personale sull'importanza o meno di celebrare gli stessi eventi dopo quarant'anni. 


Nella colonna a destra della pagina è presente una barra di ricerca per trovare parole o temi direttamente nello speciale de L'Espresso. Segue quindi la sezione della "Cronologia", una vera e propria linea del tempo che riferisce all'utente gli avvenimenti principali anno per anno e mese per mese. 


Viene data la possibilità di avere un'anteprima della composizione dell'opera cartacea nell'opzione "Sfoglia i due volumi": accompagnato dal realistico suono delle pagine che scorrono, l'utente può godere della lettura delle 136 pagine selezionate (sule 800 e più in totale) introdotte da un dettagliato indice.


Il portale dedicato da L'Espresso al '68 offre sicuramente molteplici spunti di riflessione sul periodo trattato, fornendo anche molti materiali che si prestano a progetti diversi. Se ci fosse da avanzare una critica, questa riguarderebbe la ripetizione del materiale presente nella pagina: si corre il rischio di creare un'impressione errata nell'utente sulla quantità reale delle informazioni fornite; l'internauta si aspetta ulteriori approfondimenti e strumenti ma scopre, dopo aver cliccato, che si tratta degli stessi che aveva già consultato. Ho trovato invece molto efficace la sezione della cronologia, la cui struttura risulta chiara e concisa; anche le videointerviste ai sei personaggi risultano interessanti, organizzate in una griglia in cui si può selezionare la domanda e il protagonista a cui sottoporla.


mercoledì 10 febbraio 2016

Il portale del Civil Rights Movement Veterans, una storia scritta dal basso

Un portale web costruito e gestito dai protagonisti di una stagione politica, pensato come mezzo per raccontarsi in prima persona e relazionarsi con altri senza mediazioni della storiografia ufficiale e che costituisce una fonte di informazioni e di risorse di parte.


Il sito "Civil Rights Movement Veterans" è un sito in lingua inglese costruito e gestito dai veterani del movimento civile statunitense, in particolare da coloro che svolsero il loro attivismo politico prevalentemente nell'area degli stati meridionali dell'Unione. Scopo del sito è costituire una risorsa per la memoria condivisa di quel "freedom movement" che mantenga i legami tra le centinaia di giovani che vi parteciparono negli anni tra il 1951 e il 1968, oltre a rappresentare una risorsa per le giovani generazioni affinché ne conoscano la complessità e la vasta portata che ebbe per gli Usa in quegli anni. All'interno di questa aspirazione trova posto anche il ricordo dei martiri di quella stagione di lotte per la libertà, vittime dell'odio segregazionista che animava gran parte della società bianca degli Stati Uniti meridionali.



Il sito si articola in diverse sezioni dove è possibile rintracciare numerosi documenti e risorse per riguardanti le attività e la storia del freedom movement. Inoltre sono presenti altre sezioni dove si possono ritrovare i volti e le storie dei militanti e delle principali figure di riferimento del movimento, i loro pensieri e poesie che restituiscono il profondo coinvolgimento e la determinazione che caratterizzava l'attivismo di questa generazione trasversale negli anni e e nella componente "razziale".


Le sezioni principali del sito sono quella dedicata al “The Movement” e quella riguardante “Movement Veterans”. Nella prima si possono ritrovare delle sottosezioni contenenti materiali testuali digitalizzati in formato pdf. o links che reindirizzano a pagine riportanti nella loro interezza volantini, opuscoli e comunicati delle varie organizzazione che vengono ricondotte alla molteplice esperienza del “freedom movement” come il CORE, la NAACP o la SCLC. Questa parte, che potremmo definire più documentaristica, è opportunamente supportata da una timeline che illustra dettagliatamente lo sviluppo cronologico del movimento e le sue attività. Interessante notare come navigando in questa sezione l'esperienza di lotta del "freedom movement" venga inserita nel contesto storico della lotta per l'affermazione dei diritti umani dei Black Americans risalente già alla tratta degli schiavi del XVII secolo. Altri links rimandano ad una raccolta dei report e delle lettere redatte dai militanti indirizzate non solo alle sedi centrali del movimento, ma anche alle proprie famiglie e amici, rappresentando un quadro vivo ed esaudiente delle difficoltà che il movimento incontrava nella sua opera sui territori, come il report di Rosa Parks. Accanto ai documenti scritti vi è una sezione che raccoglie un'ampia serie di fotogallery che documentano le iniziative del movimento, le prime “integrazioni” nel sistema scolastico e le collaterali contestazioni dei bianchi (che spesso sfociavano nella violenza). Per ogni iniziativa vi è un link che rimanda alle immagini, dalla Freedom Summer a quelle dei volontari.


Se ci si sposta nella sezione dei Veterans Movement si ritrova una serie di sottosezioni che riguardano principalmente l'aspetto più direttamente legato all'esperienza comunitaria degli attivisti. Partendo da un “ruolino” che elenca i militanti che attraversarono il movimento negli anni 1951/68 , navigando si ritrovano scritti individuali che riportano le considerazioni dei singoli riguardo la loro esperienza (Our Thoughts), le storie delle iniziative e cosa li ha spinti a intraprendere questo percorso di lotta (Our Stories, questa sezione si avvale anche del supporto di materiale audiovisivo attraverso links di collegamento a youtube o registrazioni audio). Vi sono poi riportate trascrizioni delle discussioni interne al movimento e ai militanti, non solo risalenti al periodo di maggior attivismo del freedom movement ma anche nei successivi incontri (Our Discussions). Nella sezione “In Memory” è riportato un elenco degli attivisti deceduti nel corso degli anni, mentre per martyrs si identificano quelli caduti durante le iniziative del movimento per mano segregazionista. Nella sezione “speakers list” sono riportati nomi e contatti dei portavoce del movimento, con cui è possibile relazionarsi e organizzare incontri e dibattiti.






Ultima sezione da segnalare è quella “Resources”. Qui si possono ritrovare un calendario delle prossime iniziative dei movement veterans, una ricca selezione di web links che rimandano al tessuto associativo che costituiva il movimento e diverse raccolte audio sulle storie dei singoli militanti o delle riunioni e meetings del movimento. Vi è inoltre un archivio delle sezioni web ormai inattive e la possibilità di scaricare e compilare il modello della richiesta di intervista per i veterans of freedom movement.

Il sito messo in opera dai veterani del freedom movement risulta essere uno strumento utile ed interessante. Oltre a riportare numerosi documenti e scritti “non ufficiali” nella parte riguardante il movimento nella sua complessità, nella sezione dedicata ai movement veterans apre le porte ad una dimensione "privata", quell'esperienza che travalica la sola dimensione politica ma restituisce anche una dimensione umana e le sensazioni che solo le testimonianze dei protagonisti riescono a trasmettere. In questo l'uso di supporti audiovisivi è sicuramente un apporto significativo, che permette anche di sfuggire ad una narrazione retorica e neutra che spesso la storiografia ufficiale statunitense propone. Questo sito viene così a porsi come una risorsa indispensabile a chiunque voglia approfondire la conoscenza dei quella stagione politica e relazionarsi direttamente con i protagonisti, per avere così una conoscenza di parte.

martedì 9 febbraio 2016

Cinema e Sessantotto. Un movimento globale visto attraverso la cinepresa



Noi critichiamo ogni società in cui il popolo è passivo.
(Daniel Cohn-Bendit, Londra, giugno 1968)



Il nostro programma si basa sulla convinzione che l’uomo e
l’umanità sono capaci non soltanto di conoscere il mondo,
ma anche di cambiarlo.
(Alexander Dubcek, Boemia, 16 maggio 1968)



Progettato nel 2008, a quarant’anni dalla nascita del movimento globale del ’68, il portale dal titolo “Cinema e Sessantotto” si propone di raccontarne gli eventi, le tensioni e le delusioni attraverso i prodotti del grande schermo. Il sito, realizzato da Cliomedia Officina, la più antica impresa di Public History in Italia, con il patrocinio e il contributo della Regione Piemonte, si basa sull’apporto di esperti del settore. Ideato e curato da Gianpaolo Fissore, storico e critico cinematografico, ha al suo interno anche i contributi di Michele Marangi (critico cinematografico), di Umberto Mosca e Massimo Quaglia (giornalisti e critici cinematografici) e di Andrea Dusio (giornalista).

Obiettivo del sito è dunque quello di ripercorrere il Sessantotto attraverso i film; non soltanto quelli proiettati allora nelle sale cinematografiche, ma anche quelli attuali che ne ricostruiscono gli eventi. Gli autori, nella realizzazione della risorsa multimediale, sono partiti da questo assunto: il cinema, specchio e agente del suo tempo, contribuisce a dare forma alla realtà, favorendo interpretazioni e modelli del mondo che rappresenta. Tuttavia, prima di iniziare questo affascinante viaggio all’interno del cinema “sessantottino” è consigliabile, al fruitore del sito, di consultare attentamente le informazioni contenute nella home page, nella quale si descrive cosa è stato il ’68 nel cinema, quali novità ha portato rispetto al passato e i dibattiti ai quali venne sottoposto il grande schermo nel corso di questo complesso periodo storico. Solo dopo aver letto questo breve prologo ci possiamo avviare verso l’esplorazione dei singoli film. Andiamo!


a. Il menu principale della home page con le due aree di approfondimento: i "Percorsi" e gli "Strumenti".


Il portale multimediale è suddiviso in due grandi aree o vie di approfondimento: i “Percorsi” (barra rossa) e gli “Strumenti” (barra grigia). Entrambi sono posti nella parte alta dell’home page in modo da essere ben visibili agli occhi dell’utente. Per prima cosa addentriamoci nel primo percorso di approfondimento.


b. La pagina della sottosezione "Il vento dell'ovest" con a lato le relative schede critiche dei film.


Navigando nella sezione “Percorsi” l’utente viene guidato, attraverso quattro sottosezioni, alla scoperta dei grandi film sul Sessantotto. Nella prima sottosezione, “Il vento dell’ovest”, troviamo tra le recensioni quelle de Il laureato e di Easy Rider; nella seconda, chiamata “Borghesi ancora pochi mesi”, i Sovversivi e Teorema di Pier Paolo Pasolini; nella terza chiamata “Fate l’amore non fate la guerra” vi sono tra le altre le analisi di Yellow Submarine e di Hollywood Party e infine nella quarta, “Tanti anni dopo” le recensioni di La meglio gioventù e The Dreamers – I sognatori.
Ogni sottosezione ruota attorno a un tema: nella prima, “Il vento dell’ovest”, vengono descritti quei film che hanno come tematica le storie dei giovani e i loro stili di vita; nella seconda “Borghesi ancora pochi mesi”, vengono raccolti i prodotti cinematografici, tutti italiani, che indagano il rapporto tra borghesia e classi subalterne; la terza “Fate l’amore non fate la guerra” raccoglie le recensioni di tutti quei film aventi come oggetto la pace e l’antimilitarismo e infine nell’ultima, “Tanti anni dopo”, si analizzano i film di oggi che raccolgono l’eredità del ’68. Come in una sorta di scatola cinese, in ogni sottosezione è possibile accedere, tramite le icone laterali, alla critica, al cast e alle immagini dei film suddetti ma anche ottenere, mediante dei link, brevi informazioni su altri prodotti cinematografici girati nello stesso periodo.


c. La scheda critica de "Il laureato" all'interno della sottosezione intitolata "Il vento dell'ovest".


Questo portale tuttavia non guida l’utente soltanto attraverso i film, ma fornisce, anche a coloro che non hanno mai studiato il periodo in questione e che probabilmente non hanno le basi storiche per comprendere appieno le schede critiche, la possibilità di apprendere più informazioni possibili sul ’68. È questa la funzione della seconda sezione del portale, chiamata “Strumenti”, attraverso la quale è possibile accedere a varie opzioni: a una utile cronologia del ’68, mese per mese, in Italia e nel mondo; a una cronologia dei film in programmazione nelle sale italiane e dei principali eventi del mondo del cinema; a un elenco di schede dei film citati, oltre quelli già analizzati nei “Percorsi” e infine a una utile bibliografia di libri e saggi sul tema “cinema e Sessantotto”.
Di grande effetto sono anche le immagini dei film che vengono citati, le quali sono dei celebri fotogrammi ormai entrati a far parte della storia del cinema. Si può definire questa sezione “Strumenti” come una sorta di cassetta degli attrezzi per poter esplorare quelli che sono stati i riflessi del ’68 nel cinema; per questo è consigliabile, prima di iniziare l’affascinante viaggio nel mondo del cinema, dare uno sguardo alle varie cronologie.
Questo portale, organizzato e costruito da addetti ai lavori quali storici e critici cinematografici, è allo stesso tempo utile, affidabile, completo e strutturato in modo semplice e intuitivo; in questo senso i due livelli di approfondimento suddetti ne sono un esempio. Come si è visto si tratta di un portale consultabile non solo da chi è interessato e preparato sul cinema di quegli anni, ma anche da chi, pur essendone incuriosito, non ne ha le basi per comprenderne il retroterra storico; per questo motivo mi sembra fondamentale la presenza di una cronologia semplice ed esplicativa.


d. La cronologia degli eventi del '68.

L’unico difetto che probabilmente si può imputare al sito è la complessità, a tratti, del linguaggio utilizzato nelle schede critiche dei film in ogni singolo sottogruppo, troppo specialistico per chi si avvicina per la prima volta al mondo del cinema; tuttavia l’impianto divulgativo viene mantenuto e il testo introduttivo a ognuno dei quattro sottogruppi, nonché l’introduzione in home page risultano di più facile comprensione.
In conclusione si tratta di un portale molto interessante poiché permette di vedere il grande movimento del ’68 da una prospettiva insolita e forse poco analizzata, quella del cinema, nonostante quest’ultimo sia stato centrale fra i consumi culturali del tempo. Ci auguriamo inoltre che in occasione del cinquantesimo anniversario del Sessantotto, atteso fra due anni, questo portale possa ampliarsi e rinnovarsi e che possano nascere tanti altri siti di approfondimento e di divulgazione su quella che è stata definita da più parti “l’ultima rivoluzione romantica”. Buona visione a tutti!