sabato 23 aprile 2016

Messico '68: Olimpiadi e Black Panther.





Città del Messico, Olimpiadi del 1968. Sono in corso le premiazioni al termine della gara di atletica leggera: sul podio Tommie Smith e Jhon Carlos, rispettivamente primo e terzo classificato. In comune hanno la pelle nera e un messaggio politico da diffondere il più possibile. Entrambi, infatti, ad un certo punto, mentre risuona l’inno nazionale statunitense, chinano il capo e alzano il pugno chiuso. E’ un’immagine che farà il giro del mondo. 
La contestazione del ’68 entra definitivamente nello sport ed è in mondovisione. Con quel pugno chiusi, i due atleti, intendevano esprimere la loro vicinanza e il loro supporto alla causa degli afroamericani negli Stati Uniti. Le olimpiadi di Messico ’68 diverrano, col tempo, una delle tappe fondamentali delle lotte del movimento noto come "Black Panther".

Un sito creato dagli studenti della San Josè State University prova a commemorare questo episodio e a veicolarne il messaggio antirazzista. Nella homepage del portale, dopo aver descritto brevemente la vicenda che ha reso famosi i dei due atleti, viene comunicata agli utenti l’idea base del progetto: l’intento è quello di chiedere un sostegno per la diffusione del messaggio di Tommie Smith e John Carlos. Inoltre, tra propositi vi è quello di creare un monumento che commemori i due atleti e il loro gesto da erigere l’interno dell’Università di San Josè.





Il sito è composto da una sezione biografica dei due atleti (The Stand Brouchure), una Photo Gallery, una sezione dedicata alle news e una dedicata a chi volesse sostenere il progetto tramite una donazione. Infatti, una parte delle donazioni, oltre a finanziare la scultura dedicata agli sportivi, intende sostenere tutte le iniziative promosse dal progetto degli studenti dell’Università di San Josè in materia di diritti umani e diritti civili. 
Gli autori del progetto, pertanto, puntano ad utilizzare la protesta dei due atleti come base per costruire una memoria antirazzista e per incoraggiare ogni forma di protesta contro ogni pregiudizio razziale. Quel gesto, oltre a diventare un simbolo del black power, causò inizialmente numerosi problemi ai due atleti. Per prima cosa tolsero loro le medaglie e furono espulsi dal villaggio olimpico. In un momento successivo ricevettero persino minacce di morte. Tuttavia, nel corso del tempo, la vicenda dei due atleti cominciò ad appassionare un numero sempre più crescente di persone: sono nati libri, documentari, articoli che hanno approfondito le ragioni del loro gesto. Come dimostra la gallery del sito, Tommie Smith e Jhon Carlos, sono spesso impegnati in giro del mondo a parlare delle motivazioni di quella protesta e a diffondere il più possibile le istanze sociali degli afroamericani negli Stati Uniti. Questo sito, sebbene in forma ridotta, è uno dei tanti tentativi che va nella direzione di conservarne la memoria e amplificare il loro messaggio.



Nessun commento:

Posta un commento